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Diverse forme di caccia

Considerando che ho ampiamente passato i 60, come cacciatore sono abbastanza un “novellino”. Sono arrivato alla caccia in età adulta, per questo non ho la memoria della caccia di una volta, inoltre non ho parenti cacciatori, quindi nessuno mi racconta di come era.
 Guardo la caccia con gli occhi disincantati di chi vive il proprio tempo senza incrostazioni né pregiudizi.
Mi disturbano molto le tante diatribe sulla
vera caccia e compatisco chi si ritiene depositario della verità. Sono anche consapevole che il mondo cambia di continuo e la motivazione della tradizione è assolutamente inadeguata a giustificare attività che oggi vanno considerate nel contesto attuale.

Per me il bosco è linfa vitale alla quale non posso rinunciare e nel bosco, fra l’altro, c’è la caccia.
C’è perché è giusto e logico che ci sia, ne è parte integrante, non servono giustificazioni.
È chiaro che l’attività venatoria da parte dell’uomo oggi deve essere vista e gestita diversamente da un tempo; diversamente da quando era necessità per il cibo, ma anche diversamente da quando l’ambiente era meno sotto attacco di quanto lo sia oggi.

In conseguenza di ciò è inevitabile che oggi vi siano forme di caccia che sono meno opportune di altre, e di conseguenza vi sia un’evoluzione normativa in tal senso.
La caccia non sparirà, ma sarà praticata da meno cacciatori e più consapevoli e responsabili, che non avranno bisogno di norme punitive per porsi un freno.
È la formazione la base della salvaguardia della natura.
È la disinformazione l’arma che si rivolterà contro chi la pratica.
Pochi cacciatori, disposti a fare sacrifici per praticare, preparati tanto da essere i primi a non volere quelle forma di caccia che potrebbero non essere sostenibili.
Non vorrei più sentire motivazioni come:
- pago, quindi ho diritto a…
- è tradizione, quindi va bene…


Non dipende dallo strumento che si utilizza, bensì dalla testa e dal cuore di chi sta per decidere della vita di un altro essere vivente.


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